Novità dal Colle
Il governo approva la cosa giusta sull’art. 18 senza esautorare l’Aula
La riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori c’è, ed è contenuta in un disegno di legge approvato ieri (“salvo intese”) dal Consiglio dei ministri. Domani quindi il premier Mario Monti partirà per la sua missione nei paesi asiatici avendo centrato almeno due risultati che si era prefissato. Nel Pdl, che finora si era schierato compatto a favore della riforma, non mancano i malumori per una scelta che rischia di far “evaporare” la liberalizzazione del mercato del lavoro. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha invece dichiarato di apprezzare il compromesso. Leggi Il Cdm approva la riforma del lavoro. Eccola
12 AGO 20

La riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori c’è, ed è contenuta in un disegno di legge approvato ieri (“salvo intese”) dal Consiglio dei ministri. Domani quindi il premier Mario Monti partirà per la sua missione nei paesi asiatici avendo centrato almeno due risultati che si era prefissato. Primo: il governo, come ribadito anche due giorni fa dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha tenuto il punto di fronte alla sollevazione dei sindacati, introducendo la possibilità di effettuare licenziamenti individuali per motivi economici (dietro corresponsione di un adeguato indennizzo); e questa è un’altra riforma che Monti potrà rivendicare con gli interlocutori internazionali. Secondo risultato: scegliendo la strada parlamentare del disegno di legge ordinario, e non quella del decreto legge o del disegno di legge delega, il governo ha inviato al Parlamento un messaggio di maggiore disponibilità al dialogo (anche se il ddl dovrà seguire una sorta di “corsia preferenziale”).
Nel Pdl, che finora si era schierato compatto a favore della riforma, non mancano i malumori per una scelta che rischia di far “evaporare” la liberalizzazione del mercato del lavoro. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha invece dichiarato di apprezzare il compromesso. Tra i sindacati, nel frattempo, tornano ad aumentare le distanze tra la Cgil (secondo la quale per evitare gli abusi bisogna consentire sempre il “reintegro” del lavoratore licenziato) e i riformisti della Cisl. Per il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, quella del lavoro è “una riforma equilibrata che dobbiamo completare cercando di creare il massimo consenso”.
Tra gli osservatori non manca chi fa discendere l’atteggiamento più dialogante dell’esecutivo dall’ennesimo intervento di moral suasion del Quirinale. D’altronde ieri mattina il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva rassicurato: “Non credo che stiamo per aprire le porte a una valanga di licenziamenti facili sulla base dell’articolo 18”. Più “dialogo”, però, non diventerà automaticamente sinonimo di “immobilismo”, visto che in serata il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ha annunciato di voler discutere con i sindacati per estendere la nuova disciplina sui licenziamenti anche al settore pubblico.